IV Tappa: da Pragelato-Granges a Balziglia

Gruppo Montuoso: M. Ruetas, 2.932 m.

Bric di mezzogiorno,

2.988 m.

Tempo di percorrenza: 8

Difficoltà: EE con alcuni tratti impegnativi

In salita al Pis ed in discesa verso Balziglia

Si parte dall’Hotel Passet di Pragelato in direzione dei Trampolini del Salto, lungo la strada asfaltata, fino al ponte.

Da qui si imbocca la sterrata che corre lungo la sinistra orografica del Chisonetto e la si percorre fino ad arrivare al ponte successivo, costruito per le Olimpiadi Invernali del 2006.

Hanno inizio i campi da golf (ci troviamo nella frazione di Traverses, prossimi al Plan, che in inverno ospita il Centro di Sci da Fondo). Si continua tenendo la sinistra orografica, a fianco al fiume lasciandosi a sinistra il Plan con il suo Centro. La parte finale in leggera salita termina ormai a Pattemouche.

Si passa sotto gli impianti del Clot de la Soma, a fianco della Locanda del Sole e del noleggio sci.Si arriva al parcheggio dei camper, all’imbocco del Parco Naturale della Val Troncea e in una manciata di metri si raggiunge il ponte Das Itreit che segna l’accesso ufficiale, consentito solo ai veicoli con permesso di transito.

Si lascia quindi la sinistra orografica per passare alla destra e dopo aver attraversato il ponte si risale sulla carrozzabile.

Si passa poco dopo a sinistra di una passerella in legno di recente costruzione, fatta per attraversare il Torrente Chisone e visitare l’ex-mulino di Laval.

Questo tratto in leggera salita attraversa un ponticello in legno e sbuca nel pianoro dove già si vede la casetta Informazioni e Controllo del Parco, con una fontana e l’incrocio con le indicazioni per Laval e Joussaud in salita.

Sempre su strada carrozzabile, si superano Laval e Joussaud (quest’ultimo non segnalato ma dove i Valdesi si fermarono per la notte prima di affrontare il Colle del Pis). Proseguendo ci si lascia a sinistra il Sentiero dei Forestali di Pragelato, zona di pascolo indicata da un vecchio cartello.

Ormai prossimi al Clot de la Soma, si supera il Belotte, struttura ricettiva chiusa, in una zona molto ampia tipica degli impianti sciistici.

Fatta una curva la strada sale decisa verso monte: è l’unico tratto veramente impegnativo, ma di breve durata.

Si sbuca sempre sulla carrozzabile degli impianti di risalita e a mezzacosta con un bel panorama a sinistra, si raggiungono in breve gli impianti del Clot de la Soma.

Da qui un paio di alberi ombreggiano il sentiero che conduce in Punta Clot de la Soma, attraverso un crinale breve ma ripido, impegnativo, che si stacca in maniera non netta dalla strada di servizio degli impianti che continua a salire in maniera dolce.

Giunti in Punta al Clot si può ammirare ancora meglio il belvedere, poi si prosegue prima in piano sulla crestina e poi in discesa verso l’ultimo pilone degli impianti, sulla cui parete è stata verniciata la tabella segnavia bianco/rosso.

Di fronte si vede già il Pilone commemorativo Enrietto, da costeggiare. A questo punto il sentiero fa un pianetto corto e poi sale verso l’alto molto deciso e irto, spiana leggermente attraversando un rio e poi riprende a salire sempre deciso a mezzacosta.

Giunti a un piccolo tornante, si continua a destra, ormai al Col del Pis, a 2.614 metri d’altitudine, un dislivello complessivo in salita di 1.061 metri.

A questo punto inizia il sentiero 216 contrassegnato per accedere in un’ampia vallata erbosa sottostante, il cui fondo si alterna a pietre e fondo erboso, passando sotto la mole del gruppo montuoso Morefreddo e Ruetas.

Il sentiero permette di scendere veloce e di raggiungere in breve l’incrocio dove arriva una scorciatoia che si aggancia al sentiero 218/GTA che porta al Ricovero militare Moremout, che conduce in alto al Col dell’Albergian.

Si attraversano alcuni rii che confluiranno nel Torrente Germanasca di Massello e con qualche curva sempre in breve tempo si raggiunge l’incrocio ufficiale con cartello segnavia.

Lasciatasi sulla sinistra questa diramazione, se ne trova un’altra poco dopo sulla destra. E’ il sentiero 217 che conduce al Colle dell’Arcano, sotto la mole ormai frontale del Bric di Mezzogiorno.

Già da questo punto verso valle si scorge un enorme omone di pietra, che si raggiunge in pochi minuti e alla cui destra si vedono le Berg. Valloncrò. Nelle vicinanze si trova una grossa spaccatura tra le rocce, che crea un canyon dal quale sbuca il corso d’acqua che dà origine alla grande Cascata del Pis, scalabile come cascata di ghiaccio in inverno.

Ci si trova in zona Fun la Pla, dove il sentiero 216/GTA presenta un fondo pietroso da non sottovalutare; a mezzacosta si attraversano tre rii che confluiscono nello stesso punto fino a giungere alle Bergerie Lauson.

Il sentiero quasi a ritroso ritorna verso il salto roccioso della Cascata con un fondo decisamente impegnativo, pietroso di medio e piccolo calibro, tutto in movimento. Fa inizialmente un lungo traverso e poi si proietta verso il fondovalle, con una discesa non così immediata.

Si passa una zona di pascolo. Percorrendo la sinistra orografica si arriva al Clot Mian, lo si attraversa passando tra le mura e poco dopo con qualche svolta e un cambio di pendenza si arriva a Balziglia. C’è un passaggio anch’esso stretto tra le mura delle prime case fino a giungere al ponte sulla strada asfaltata, segnalato dalla grande bacheca dedicata al GRV.

Da vedere:grandi baraccamenti militari nella conca erbosa del Moremout;colli dell’Arcano e del Beth: sono il luogo della tragica valanga del 1904 che distrusse gli impianti minerari e uccise 81 minatori che tornavano a casa per Natale. Il cimitero è a Laval nel Parco della Val Troncea (dove vi è rifugio e produttore di plaisentif);graffiti preistorici sulla roccia dell’Alce nella discesa verso Balziglia.Lauson, probabile luogo di nascita del saras del fen, prodotto lattiero caseario tipico della Val Pellice e della provincia di Torino;Balziglia, prima roccaforte e rifugio dei Valdesi all’arrivo e luogo dove sacrificarono dolorosamente e tragicamente gli ostaggi che erano con loro. La Foresteria è anche un piccolo e interessante museo dell’epopea valdese.

Dal punto di vista naturalistico: ambiente rado di pascolo e di roccia sul versante di Pragelato.

Dopo il colle del Pis la discesa in Val Germanasca entra nella valle di Massello con i primi boschi di abetine (Abies Alba) e di conifere e un clima decisamente più umido e piovoso.

Da ricordare: i Valdesi vengono accolti con freddezza dagli abitanti della Val di Pragelato, dove dopo l’editto di Nantes il culto riformato è vietato. I Valdesi sostano per la notte nelle baite di Joussaud e proseguono il cammino incontrando e giustiziando alcuni soldati piemontesi. Intanto la marcia rallenta: alle baite di Ortiaré si impadroniscono di 600 pecore e si accampano per passare la notte.

Per mangiare: foresteria di Massello.

Per dormire: foresteria di Massello; posto tappa GTA di Balziglia gestito dalla Chiesa Valdese, nello stesso stabile del piccolo Museo dedicato al Glorioso Rimpatrio.

Presenza di fontane: a Joussaud nel Parco Val Troncea al bivio che sale per Clot della Somma; Balziglia; la Val Germanasca dopo il Colle del Pis è ricchissima di ruscelli e torrenti di acqua fresca.