IL PERCORSO

Un percorso di montagna, un itinerario storico, culturale, simbolo del ritorno alla propria terra, alle proprie case e alla libertà di professare la propria fede, questo è il percorso del Glorioso Rimpatrio.

Il sito presenta le tappe del tratto italiano, dal Moncenisio a Bobbio Pellice.


LA STORIA

Un viaggio che ha inizio la notte del 26 agosto 1689, tre anni dopo l’esilio forzato dei valdesi a seguito della revoca dell’editto di Nantes, quando meno di 1000 uomini si incamminarono dalle sponde del lago di Ginevra verso la Savoia, con la speranza di tornare nelle proprie valli in Piemonte, e che termina 13 giorni dopo.

 

IL RIMPATRIO

Nel 1686 i valdesi costituivano nelle valli San Martino, oggi val Germanasca, e di Luserna, oggi val Pellice, una popolazione di circa 12.500 persone. Seguendo la politica di Luigi XIV di Francia, Vittorio Amedeo II impose ai suoi sudditi di religione riformata di cessare ogni manifestazione pubblica, demolire i luoghi di culto, allontanare i loro ministri e battezzare i figli nella Chiesa romana. I valdesi però rifiutando l’ipotesi di un esilio decisero di resistere, ma furono massacrati. Deportati nelle prigioni e nelle fortezze perirono di stenti. Poco meno di 2.500 poterono ritirarsi in Svizzera.

Tre anni dopo, nell’agosto del 1689, la situazione internazionale si volse in loro favore, Guglielmo III d’Orange diventato re d’Inghilterra ricostituì il fronte anti francese della Legge di Augusta e nel quadro della guerra contro la Francia finanziò una spedizione militare in Piemonte composta da un migliaio di uomini in maggioranza valdesi.

A fine agosto un gruppo di un migliaio di esuli valdesi ed ugonotti, animati da Henri Arnaud (già ministro di culto a Pinasca all’epoca della cacciata e fautore della disperata resistenza valdese successiva) fu indotto a tentare un’assai difficile e rischiosa spedizione attraverso le Alpi per raggiungere manu militari le valli piemontesi. L’impresa è poi passata alla storia col nome di “Glorieuse Rentrée”, ad evidente richiamo della “Glorious Revolution” inglese che l’aveva indirettamente resa possibile. Ottenuto infatti l’appoggio politico e finanziario dallo storico avversario di Luigi XIV, Guglielmo III d’Orange – da poco insediatosi sul trono d’Inghilterra a seguito appunto della “Gloriosa Rivoluzione” e tenace tessitore dell’alleanza europea antifrancese – i circa mille uomini di Arnaud si concentrarono segretamente nei pressi del lago Lemano da cui la spedizione partì e attraversarono la Savoia con una marcia di 13 giorni, scontrandosi a Salbertrand con le truppe francesi. Ripreso possesso delle loro valli e ad evitare sbandamenti, i valdesi si impegnarono a Sibaud, una frazione di Bobbio Pellice, a mantenere fra loro unione e solidarietà. Stretti dalle truppe francesi si trovarono impegnati in mesi di guerriglia e furono costretti ad asserragliarsi alla Balsiglia, una borgata sopra a Massello, in val Germanasca. L’attacco nel maggio 1690 delle truppe franco-sabaude stava per segnarne la fine ma li salvò l’improvviso cambiamento nelle alleanze politiche che portò il duca di Savoia a scendere in guerra contro i suoi ex alleati francesi. Nel 1889, in occasione del bicentenario di questi avvenimenti, vennero inaugurate la Casa Valdese a Torre Pellice ed una scuola-monumento alla Balsiglia.


Chi sono i Valdesi?